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TERRA MURATA

TERRA MURATA

Una ripida ma breve salita, partendo da Piazza dei Martiri (Semmarezio) conduce alla cittadella fortificata della Terra Murata, borgo medioevale situato sul punto più alto dell'isola a picco sul mare.

Dove la salita forma un gomito, è possibile ammirare il più caratteristico paesaggio di Procida: le case sovrapposte e variopinte di Marina Corricella, un suggestivo anfiteatro aperto sul mare, set naturale di alcuni film e spot pubblicitari, abitato da simpatici e cordiali pescatori.

Poco oltre, verso oriente, si delinea sull'azzurro del cielo il Convento domenicano di S. Margherita Nuova (1586-1956).

Per realizzare il convento e la chiesa su quella roccia scoscesa, fu necessario elevare quel complesso di piloni sormontati da archi, che formano la parte più caratteristica della Punta dei Monaci.

Proseguendo si giunge alla Piazza d'Armi, chiusa da un lato da alte abitazioni, che un tempo erano servite al popolo per opporre resistenza ai nemici invasori, e dall’altro dal Palazzo Reale fatto erigere nel 1563 dal Cardinale d'Aragona Innico d'Avalos (Abate di San Michele).

La breve salita al centro della piazza ci conduce al Conservatorio delle Orfane, oggi Palazzo della Cultura, fondato nel 1656 per accogliere le vittime della peste, a un mozzafiato belvedere sul mare e alla principale costruzione storica presente sull’isola: l'Abbazia di San Michele (XVI sec.).

In origine convento Benedettino(VII-VIII sec.), fu nel corso della sua storia più volte saccheggiata, distrutta e ricostruita a causa delle incursioni dei Saraceni.

L'Abbazia custodisce numerose opere d'arte, tra le quali una tela raffigurante San Michele (opera della scuola di Luca Giordano) al centro di un suggestivo soffitto a cassettoni.

In questo borgo, mite e sereno, abitato da tranquilla gente, le straducce (come Via Concetta Barra, ex via Papere, la strada intitolata il 3 Settembre 2001 alla poliedrica artista nata a Procida), sono come un budello, tutto un andirivieni di passaggi, di corridoi, di vie coperte; un aprirsi dappertutto di porte, di scale, di finestre e di pozzi pieni d'acqua.

Il fascino di questa eccezionale località è probabilmente aumentato dalla sensazione di abbandono e di quiete che si respira.