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S.Leonardo e Piazza dei Martiri

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Tornati nella piazza di Sent'co, palcoscenico di tutte le manifestazioni folkloristiche dell'isola, volgiamo le spalle al Nord e al continente per inerpicarci nel centro storico isolano, attraverso la strada detta del "Canale". Questo nome sostituisce nel parlato comune quello ufficiale via Vittorio Emanuele II, poiché la strada molto stretta, prima della creazione della rete fognaria, convogliava le acque provenienti dall'alto.

Percorsi cento metri si arriva di fronte ad un’edicola votiva dedicata alla Madonna, posta all'angolo tra due strade.

A destra dell’edicola votiva, oltre la Chiesa di San Leonardo (fine sec.XVI), la strada conduce al palazzo Montefusco (attuale sede del Collegio dei Traduttori), detto della "Catena" a causa dell'ostacolo posto all'ingresso per scoraggiare i passanti indiscreti ; proseguendo si arriva alla piazza della Repubblica detta "il pozzo" da una antica cisterna d'acqua sorgiva. Questa piazza molto frequentata dai giovani procidani, é il punto d'incontro tra la nuova Via Libertà che conduce al porto e la via Vittorio Emanuele II che continua verso il centro cittadino.

La strada a sinistra dell'edicola votiva prende invece il nome del Principe Umberto. Lungo la salita, sul lato sinistro, s'incontrano, dapprima, un altro accesso all'Istituto tecnico nautico "F. Caracciolo", sede del museo del Mare, visitabile la mattina dei giorni feriali, e poi sulla destra il casale Principe Umberto.

La salita termina in piazza dei Martiri, la piazza teatro delle speranze e della repressione del 1799. Qui, infatti, i rivoluzionari isolani issarono l'albero della Libertà, con i colori rosso-giallo-blu. La rivolta fu però presto soffocata nel sangue dai Borbone e dagli Inglesi, che riconquistarono l'isola prima di Napoli. E proprio nel canale di Procida (il tratto di mare tra Procida e il continente) la flotta inglese dell'ammiraglio Nelson affrontò con successo le navi della Repubblica Partenopea, comandate dall'ammiraglio Francesco Caracciolo.

A ricordare la furia reazionaria, nella piazza, c'é una stele commemorativa dei gentiluomini, dei propretari e dei sacerdoti giustiziati per aver dato il proprio contributo al governo repubblicano.

Al centro della piazza sorge il monumento dedicato ad Antonio Scialoja (1896), insigne oratore, politico, letterato, senatore del Regno d'Italia e ministro della Pubblica Istruzione.

Sulla sinistra, verso l'interno, le stradine strette raggiungono la zona detta "Vigna", per l'antica coltivazione a vigneto, dove si trova un casale chiamato "Vascello", dalla sua forma, costituito da edifici a tre livelli intorno ad una corte chiusa e scoperta.

In fondo alla piazza, la Chiesa della Madonna delle Grazie(XVII sec.), elevata a cavalcione della roccia alla sommità della Corricella, guarda il panorama che va da Oriente ad Occidente, dalla Punta dei Monaci alla Punta Pizzaco. La costruzione della cupola della chiesa fu a lungo impedita dalla nobile famiglia De Iorio, proprietaria dell’omonimo palazzo situato alle spalle della chiesa rispetto al mare, poiché ostruiva la vista panoramica verso il mare, godibile dai balconi del loro palazzo.

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